La selacofobia è la paura degli squali e solitamente è generalizzata e interessa tantissime persone. Il nostro rapporto con questi antichi predatori, in realtà, è lungo e complesso: gli squali sono venerati come divinità in alcune culture, mentre in altre incarnano il terrore del mare. 

Sicuramente il cinema ha contribuito in maniera determinante a creare e ad alimentare il timore verso questi animali, sin dal primo film sugli squali del 1936  dal titolo White shark , in cui il protagonista  prende  in giro gli ambientalisti locali che lo implorano di non uccidere nessun animale.

Segue nel 1956 The Sharkfighters di Jerry Hopper,  che racconta la vera storia del naufragio dell’incrociatore americano  USS Indianapolis,  durante la seconda guerra mondiale, in seguito al quale i marinai cercarono di salvarsi gettandosi in mare e furono attaccati dagli squali. 

Successivamente gli squali furono  protagonisti di alcuni film di serie B, fino a che, nel 1975, arrivò Bruce, lo squalo di Spielberg, che con il suo film “Lo squalo” (The Jaws) sbancò il botteghino. Considerato un capolavoro e sicuramente il miglior film sugli squali, non fu mai eguagliato, nonostante i numerosi tentativi di imitazione; il film italiano  Great White, ad esempio, uscito nel 1981, rimase solo un mese nei cinema, perché Universal vinse la causa per plagio e il film dovette essere ritirato dalle sale.

Il film di Spielberg fu tratto da un romanzo omonimo dello scrittore Peter Benchley, il quale, dopo essersi reso conto del danno che aveva provocato, si impegnò per il resto della sua vita a fare divulgazione sugli squali, per cercare di cambiare la percezione generale negativa, che aveva contribuito a diffondere.

Negli anni sono stati realizzati ancora numerosi film sugli squali, più o meno apprezzabili, e basta guardare alcuni titoli per rendersi conto di come abbiano continuato a presentare questi animali in modo da terrorizzare gli spettatori:

Cruel jaws-fauci crudeli, Mako-lo squalo della morte, Shark night-il lago del terrore, Shark swam-.squali all’attacco, Sharknado- a volte ripiovono

Tra gli ultimi lungometraggi di questo genere, è da ricordare The Meg (Il primo squalo-2018), che ha incassato 500 milioni di dollari al botteghino e narra l’attacco di un gigantesco squalo preistorico ad un sommergibile.

Ma la realtà è ben diversa da quella cinematografica: sono gli squali che devono avere paura di noi e non viceversa. Nel mondo ogni anno vengono catturati circa 100 milioni di squali e molte specie rischiano l’estinzione, mentre gli attacchi mortali all’uomo, si contano sulla punta di una mano.

Gli squali sono indispensabili per il mantenimento dell’equilibrio degli ecosistemi marini e la loro scomparsa può causare serie e non sempre prevedibili conseguenze.