Albenga-Nord Tirreno
Chioggia - Nord Adriatico
Nonostante il Mare Adriatico sia molto importante per la biodiversità, rappresenta anche uno dei più bacini più sfruttati del Mar Mediterraneo, con attività di pesca destinate sia a risorse pelagiche che demersali, a causa dell’uso di numerosi attrezzi da pesca diversi.
Alcune tipologie di pesca, come la pesca a strascico, hanno causato un diffuso declino dello stock ittico un profondo depauperamento della biodiversità marina locale.
In particolare, a Chioggia si trova una delle flotte pescherecce più numerose e attive dell’intero Mar Mediterraneo, costituita da oltre 200 pescherecci.
Isola di Lampione Stretto di Sicilia
Situata nella zona di protezione generale dell’Area marina Protetta Isole Pelagie, è una piccola isola disabitata (1,2 kmq) a 18 miglia dall’isola di Lampedusa, la maggiore dell’arcipelago. Vi si pratica la pesca artigianale (palangari,) e attività turistiche (immersioni, snorkeling, pesca sportiva ecc.) Queste attività vengono autorizzate anno per anno, attraverso norme specifiche. Nonostante queste misure, la pesca illegale (soprattutto con reti da traino) è un problema persistente ed è difficile limitarne l’impatto perché un controllo e un monitoraggio costanti sono molto costosi per l’AMP e le autorità locali. Carcharhinus plumbeus riapparve in questa zona all’inizio del 2000 e negli ultimi 15 anni molti gruppi sono stati regolarmente osservati dai subacquei ricreativi intorno all’isola di Lampione. Una popolazione stabile dello squalo grigio Carcharhinus plumbeus, una specie vulnerabile (lista rossa IUCN) nel Mar Mediterraneo, è stata segnalata in acque poco profonde dell’MPA delle Isole Pelagie, in particolare all’Isola di Lampione, dove diversi subacquei e pescatori hanno segalato la sua presenza da diversi decenni. Inoltre, negli ultimi 5 anni i pescatori locali hanno riferito di circa 50 catture accidentali o avvistamenti all’anno nella pesca professionale.
Amp Tavolara - Punta Coda Cavallo-Sardegna nord-orientale
L’Area Marina Protetta di Tavolara (AMPT) si trova nella parte nord-orientale della Sardegna e si affaccia su una vasta area rappresentata dal Mar Tirreno Centrale, caratterizzata da una morfologia specifica del fondo marino; infatti, vi sono numerosi rilievi sottomarini, canyon subacquei e fenomeni oceanografici di risalita di acque profonde. Negli ultimi 15 anni sono state svolte diverse attività scientifiche e di monitoraggio svolte da AMPT per evidenziare la frequente e numerosa presenza di diverse rare specie di elasmobranchi che si trovano nella AMP. In particolare, l’AMPT ha rilevato nelle sue acque la presenza degli squali elefante, Cetorhinus maximus (una specie in pericolo di estinzione).
Gallipoli, Cirò marina e Porto Cesareo - Catania-Mar Ionio
Il Mar Ionio è caratterizzato da una stretta piattaforma continentale con una ripida pendenza, che consente un significativo aumento delle acque profonde. Questo idrodinamismo è la base della grande biodiversità di questa area del Mar Mediterraneo, che consiste anche nella presenza di una grande varietà di grandi vertebrati, come grandi pesci pelagici (pesce spada, tonno), molti squali, cetacei e tartarughe marine.
Tuttavia, il Mar Ionio è anche fortemente sfruttato dalla pesca professionale demersale e pelagica. In quest’area sono state osservate una pesca eccessiva dalla metà degli anni ’80. Le catture con reti a strascico e sciabiche sono diminuite nel Mar Ionio ellenico nell’ultimo decennio, suggerendo un notevole impoverimento degli stock pelagici e demersali, inclusi gli squali.
Cipro - mar di Levante
A Cipro, gli elasmobranchi sono fortemente colpiti dalla pesca con palangari di superficie e molte specie quasi al collasso. Uno Studio recente, condotto dal partner MER, che ha visto la partecipazione a bordo nei pescherecci con palangari per tre anni dei ricercatori, ha dimostrato che le specie di elasmobranchi costituiscono circa il 5-10% delle catture relative alla pesca del pesce spada. Le principali specie di squalo di cattura accessoria includono la verdesca (Prionace glauca), lo squalo mako (Isurus oxyrinchus) e gli squali volpe (Alopias spp.). Lo studio di MER ha anche dimostrato che, contrariamente a quanto si pensava, Alopias superciliosus è più comune nel Mediterraneo e una specie di catture accessorie relativamente comune nei pescherecci con palangari di Cipro.

