IL PROGETTO

Nel Mar Mediterraneo, almeno la metà delle razze (50%, 16 specie su 32) il 54% degli squali, presenta seri rischi di estinzione. (IUCN,….)

Molte sono le cause che hanno portato alla drastica diminuzione del numero di i individui di molte specie, quasi tutte riconducibili alle attività umane: inquinamento, modifica dell’habitat, pesca.
Oltre ad essere oggetto mirato di attività di pesca professionale, in molti casi sono oggetto di quello che viene chiamato by catch: nonostante non siano le specie bersaglio dei pescatori, restano intrappolati accidentalmente negli attrezzi da pesca.

Elife si propone di favorire la conservazione degli Elasmobranchi in Italia, grazie allo studio e all’applicazione di strumenti alternativi di pesca, che consentano di limitare le catture accidentali e di aumentare la sopravvivenza degli squali pescati.

In particolare si studieranno ami da pesca circolari da utilizzare nella pesca con i palangari, e griglie di esclusione da utilizzare nella pesca a strascico.
Verrà creata anche una banca dati che consentirà di aumentare le conoscenze su questi animali, favorendo lo scambio di informazioni.
Tutto il progetto verrà realizzato grazie alla stretta collaborazione con i pescatori che saranno i protagonisti delle attività di sperimentazione sul campo.
Una campagna nazionale di comunicazione e sensibilizzazione rivolta agli stakeholder e al grande pubblico consentirà di diffondere messaggi di conservazione e favorirà l’adozione di comportamenti sostenibili.

IL CONTESTO

Dalla metà degli anni ’80, i pesci cartilaginei subiscono una crescente pressione di pesca.

Nel Mar Mediterraneo, la pesca eccessiva è principalmente dovuta a continue catture accessorie che si verificano generalmente durante attività di pesca indirizzate verso altri stock commerciali, si tratta principalmente di pesca costiera, che utilizza reti da traino demersali e reti da posta fisse.

Nel 2018, Stazione Zoologica Anton Dohrn ha condotto 62 interviste ai pescatori nei principali porti di pesca italiani; è merso che: oltre l’88% dei pescatori di solito cattura squali, il 75% è ancora vivo, soprattutto con la pesca con palangari.

Nel 2015 circa 14.065 tonnellate di squali e razze nel Mediterraneo sono state accidentalmente catturate nelle reti utilizzate dai grandi pescherecci da traino, un fenomeno che minaccia anche i delfini, le balene, le tartarughe marine e persino gli uccelli marini.

Le principali specie di acque profonde sfruttate sono Centrophorus squamosus (sagri) e Dalatias licha (squalo zigrino). Le seguenti specie sono classificate come in via di estinzione e saranno oggetto dal progetto: Squalus acanthias (spinarolo) e Mustelus (palombo) spp 69,09%, Prionace glauca (verdesca) 45,45%, Isurus oxyrinchus (squalo mako) 12,73%, Lamna nasus (squalo smeriglio) 10,91%, Alopias spp .(squali volpe) 9,09%. Le catture accessorie di Carcharhinus plumbeus (squalo grigio) sono pari al 9% e sono pescati anche durante la pesca illegale all’interno dell’AMP, pertanto è necessaria un’azione di conservazione specifica. ELIFE ha come oggetto anche altre specie: Cethorinus maximus (squalo elefante), classificato da IUCN in pericolo critico e Dalatias licha (squalo zigrino), classificato in pericolo.

Il Mar Mediterraneo è uno dei mari dove squali e razze sono particolarmente minacciati, spesso catturati da reti a strascico e palangari, con un impatto molto grande sulle popolazioni. IUCN indica a livello europeo oltre il 30% delle specie di elasmobranch come minacciate e oltre il 50% a livello mediterraneo. ELIFE coinvolgerà sia la pesca a strascico che la pesca con palangari.

Nonostante alcuni recenti sforzi nell’UE per ridurre le catture accessorie e la mortalità degli squali (l’adozione del piano d’azione della Commissione europea per la conservazione e la gestione degli squali e l’adozione del regolamento (UE) 2017/127 del Consiglio), gli obiettivi di conservazione sono lontani dall’essere raggiunti. ELIFE contribuirà al raggiungimento degli obiettivi della Commissione europea, attraverso azioni di conservazione sulle specie di squali, inserite nella Lista rossa europea dei pesci marini (IUCN 2015).

Gli obiettivi specifici del progetto sono:

Dalla metà degli anni ’80, i pesci cartilaginei subiscono una crescente pressione di pesca.

Nel Mar Mediterraneo, la pesca eccessiva è principalmente dovuta a continue catture accessorie che si verificano generalmente durante attività di pesca indirizzate verso altri stock commerciali; si tratta principalmente di pesca costiera, che utilizza reti da traino demersali e reti da posta fisse.

Nel 2018, Stazione Zoologica Anton Dohrn ha condotto 62 interviste ai pescatori nei principali porti di pesca italiani; è merso che: oltre l’88% dei pescatori di solito cattura squali, il 75% è ancora vivo, soprattutto con la pesca con palangari.

Nel 2015 circa 14.065 tonnellate di squali e razze nel Mediterraneo sono state accidentalmente catturate nelle reti utilizzate dai grandi pescherecci da traino, un fenomeno che minaccia anche i delfini, le balene, le tartarughe marine e persino gli uccelli marini.

Le principali specie di acque profonde sfruttate sono Centrophorus squamosus (sagri) e Dalatias licha (squalo zigrino).

Le seguenti specie sono classificate come in via di estinzione e saranno oggetto dal progetto: Squalus acanthias (spinarolo) e Mustelus (palombo) spp 69,09%, Prionace glauca (verdesca) 45,45%, Isurus oxyrinchus (squalo mako) 12,73%, Lamna nasus (squalo smeriglio) 10,91%, Alopias spp .(squali volpe) 9,09%. Le catture accessorie di Carcharhinus plumbeus (squalo grigio) sono pari al 9% e sono pescati anche durante la pesca illegale all’interno dell’AMP, pertanto è necessaria un’azione di conservazione specifica.

ELIFE ha come oggetto anche altre specie: Cethorinus maximus (squalo elefante), classificato da IUCN in pericolo critico e Dalatias licha (squalo zigrino), classificato in pericolo.

Il Mar Mediterraneo è uno dei mari dove squali e razze sono particolarmente minacciati, spesso catturati da reti a strascico e palangari, con un impatto molto grande sulle popolazioni.

IUCN indica a livello europeo oltre il 30% delle specie di elasmobranch come minacciate e oltre il 50% a livello mediterraneo. ELIFE coinvolgerà sia la pesca a strascico che la pesca con palangari.

Nonostante alcuni recenti sforzi nell’UE per ridurre le catture accessorie e la mortalità degli squali (l’adozione del piano d’azione della Commissione europea per la conservazione e la gestione degli squali e l’adozione del regolamento (UE) 2017/127 del Consiglio), gli obiettivi di conservazione sono lontani dall’essere raggiunti.

ELIFE contribuirà al raggiungimento degli obiettivi della Commissione europea, attraverso azioni di conservazione sulle specie di squali, inserite nella Lista rossa europea dei pesci marini (IUCN 2015).